Ottimizzare le spese mensili

Mentre pensavo all’approccio da dare a quest’articolo più volte mi sono chiesto se era mia intenzione analizzare quanto mai a fondo ogni singola categoria di spesa che possa gravare sul povero “italiano medio” e quindi mettermi con calcolatrice alla mano a sminuzzare ogni euro speso per far quadrare il conto mensile.
Ma non è ciò che voglio!!! Quella che segue è una rapida guida all’utilizzo corretto del vostro SURPLUS mensile, cifra al netto di tutte quelle spese fisse il cui taglio o livellamento verso il basso è attuabile solo in un logica di lungo periodo.
Ipotizziamo 500 euro al mese di surplus, come possono essere gestiti?
Destinata una parte al risparmio, il resto sarà a vostra disposizione per le spese e quindi per i vostri bisogni che ritenete ancora insoddisfatti.
Stilate una lista di categorie merceologiche e la relativa porzione di spesa che vi volete destinare e nel fare questo non basatevi solo sulle vostre sensazioni ma riprendete gli estratti conti dell’ultimo anno e fate una piccola statistica quelle che sono le tipologie d’acquisto che siete soliti fare…. state certi che sarà uno specchio del vostro io “consumatore”.
Questa potrebbe essere un idea su come si potrebbero investire 300 euro:
- Libri : 20 €
- Cinema: 15 €
- Cene e serate fuori: 120 €
- Vestiario: 60 €
- Piccoli Viaggi: 60 €
- Riviste e Quotidiani: 15€
- Altro: 10 €
Fare un lavoro del genere può sembrare inutile, invece vi servirà per due motivi:
1) A fine mese farete il resoconto delle spese e se questo si discosta troppo dalla suddivisione preventivata, se vi riterrete soddisfatti significa che avete solo stilato male la lista dei vostri bisogni altrimenti significa che avete gestito male il vostro denaro, magari spendendo troppo per un abito firmato e negandovi il piacere di una serata a ristorante con gli amici.
2) Anche se di questi periodi può sembrare un utopia, potrebbe capitarvi di ricevere un aumento di stipendo o anche solo un entrata extra derivante da un altro lavoro; purtroppo molti di noi sono affetti dalla sindrome “più ho più spendo” e quindi se ci troviamo di fronte ad una variazione considerevole delle nostre entrate non dovremmo far altro che rivedere leggermente le nostre priorità di spesa proprio per non incappare in un brusco risveglio una volta che queste entrate si dovessero ridimensionare (cosa che sanno molto bene i lavoratori autonomi).
Anche perchè, va è giustissimo rivedere qualche abitudine qualora si abbia maggiori potenzialità economiche ma ritengo questo passaggio quanto mai graduale, dico bene???


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